Il dilemma di Fed e BCE

08/05/2024 18:07

Il dilemma di Fed e BCE

Taglio tassi, gli errori del mercato

Da entrambe le parti dell'Oceano Atlantico la domanda è la stessa: quando sarà il momento del primo taglio dei tassi? E subito dopo l'altra: quante saranno le riduzioni prima della fine dell'anno?

Risposte difficili da dare soprattutto se si pensa a quanto si erano sbagliati i mercati fino a poco più di quattro mesi fa.
Tra fine 2023 e inizio 2024 i future davano per certa la prima mossa da 25 bp a marzo con 6-7 tagli della stessa entità attesi entro dicembre.

Marzo è passato ma Fed e BCE sono rimaste ancorate ai rispettivi 5,25-5,50% (Fed Funds) e 4,50% (refi rate). Non solo: la Fed sembra intenzionata a non muoversi almeno fino a settembre e mettere a segno al massimo due tagli da 25 bp entro fine 2024.

Scenario più incerto nell'eurozona

Per quanto riguarda la BCE la situazione è ancor meno definita.

Al momento le probabilità di primo taglio a giugno, che erano preponderanti fino a 2-3 settimane fa, si stanno rapidamente assottigliando. Per fine 2024 si punta a due mosse contro le 3 di fine aprile e le 3-4 di un mese fa circa.

Il mercato sconta quindi un sostanziale allineamento dell'Eurotower alla Fed, nonostante il fatto che le condizioni economiche di USA ed eurozona siano ben diverse: la congiuntura americana è buona forma, nonostante gli ultimi dati PMI e occupazione, e non sembra necessitare di aiuto.

La crescita dell'eurozona è invece al palo e un'azione decisa sui tassi da parte di Lagarde e soci sarebbe più che ben accetta.

Visioni differenti all'interno della BCE

Ma, come giù accennato la situazione è molto fluida.
Oggi Robert Holzmann, governatore della banca centrale dell'Austria e membro del Consiglio Direttivo della BCE, ha dichiarato ad Handelsblatt che se il primo taglio dovesse arrivare a giugno, certamente verrebbe seguito da altre decisioni dello stesso tipo. Ma, ha però proseguito, non vedo alcuna ragione per abbassare i tassi troppo rapidamente e in misura troppo consistente.

Holzmann ha anche aggiunto che in certa misura le nostre mosse sono influenzate dalla Fed.

Il governatore della banca centrale del Belgio e anch'egli membro del Consiglio Direttivo, Pierre Wunsch, ha invece affermato che, nonostante le incertezze dello scenario, che esistono le condizioni per avviare la manovra accomodante quest'anno.
A suo avviso c'è spazio per un tagli da 50 bp ma la tempistica sarà determinata dai dati macro in arrivo.

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