L’opzione che sfida il downtrend senza fine della coppia Stellantis STM

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 02/04/2025 10:33

Da BNP Paribas un nuovo Phoenix Memory Magnet con floor al 70%: protezione e rendimento a doppia cifra (14,2% annuo).

Andiamo oggi a scoprire un prodotto decisamente interessante dal punto di vista del rendimento potenziale, grazie alla sua cedola mensile che supera ampiamente l’1%, ma che allo stesso tempo non rinuncia alla protezione, affidata in questo caso all’effetto Magnet. Come abbiamo rimarcato più volte nell’ambito degli scorsi appuntamenti dedicati a questa opzione, il posizionamento del floor fa la differenza: più in profondità (nel caso di specie al 70% degli strike) è posto, maggiore è “l’attrazione” che esso esercita sul trigger autocall, conferendo tipicamente alla struttura una quotazione a premio rispetto alla componente lineare. Ma prima di proseguire, fermiamoci un attimo per ricordare il funzionamento dell’effetto Magnet: alla prima data utile per l’autocall, il trigger sarà inizialmente posto in corrispondenza dei valori di riferimento iniziali; successivamente, invece, corrisponderà al maggiore tra il livello del sottostante di riferimento (il worst of del paniere) alla data di osservazione precedente ed il floor. Facciamo un esempio pratico. Alla prima data di osservazione, uno dei titoli è in ribasso del 20%, una variazione che impedirà di fatto il rimborso anticipato, data la condizione richiesta di una rilevazione almeno pari al 100% dello strike iniziale. Il mese successivo, il livello necessario per far sì che il certificato possa essere richiamato rimborsando il valore nominale, sarà pari all’80% e non più al 100%: di conseguenza, se il titolo che il mese precedente aveva fissato il proprio livello al -20% rimarrà allo stesso prezzo, il certificato rimborserà il nominale più la cedola.

Una simile sorte la sta vivendo un certificato Magnet che avevamo analizzato qualche mese fa: dopo aver pagato ben 5 cedole dall’1,15%, ha subito il calo di STMicroelectronics proprio in prossimità delle prime date autocall: ed ecco che alla prima data utile il titolo ha rilevato al 76% dello strike circa, abbassando immediatamente il trigger autocall proprio al 76%, grazie all’ampio spazio garantito dalla profondità del floor. In buona sostanza, la discesa del trigger ha reso il prodotto da un lato protettivo (grazie alla sua quotazione fortemente a premio rispetto alla lineare) e dall’altro particolarmente reattivo ad un eventuale recupero del titolo nelle successive sedute. 

Arriviamo dunque al nuovo Phoenix Memory Magnet targato BNP Paribas (ISIN: XS2987944548): scritto su un basket worst of composto da BPER, Stellantis, STM e Unicredit, il certificato paga un premio mensile a memoria pari all’1,2% (14,4% p.a.), con barriera capitale e premio poste al 60% dei rispettivi strike. Il richiamo anticipato è possibile a partire dalla data di osservazione del 30 settembre 2025, con il trigger autocall che sarà inizialmente posto in corrispondenza dei valori di riferimento iniziali e che dal mese successivo sarà pari al massimo tra il floor (posto al 70% degli strike) ed il minimo (sempre rispetto allo strike) rilevato dal peggior componente del paniere in corrispondenza della data di rilevazione precedente. 

Facciamo un esempio: oggi Stellantis ( immaginando sia il worst of) quota 10,30 euro e il 30 settembre prossimo sarà a 7,21 euro. Essendo necessario un livello almeno pari a 10,262 euro per l’esercizio anticipato, nulla accadrà e il certificato pagherà la sua cedola, come fatto nei mesi precedenti per effetto di una barriera posta a 6,1572 euro. Il 31 ottobre , ipotizzando che Stellantis sia ancora a 7,21 euro, il certificato rimborserà anticipatamente i 100 euro maggiorati della cedola, dal momento che il Magnet avrà fatto calare il trigger autocallable proprio sul floor al 70%. Di conseguenza, eventuali ribassi nei prossimi mesi, anche nell’ordine del 30%, sarebbero ininfluenti ai fini del potenziale rimborso anticipato e il prezzo sul mercato terrà conto di tale scenario rimanendo più sostenuto.

La durata massima del certificato è di tre anni; nel caso in cui si arrivi alla data di osservazione finale del 31 marzo 2028, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale, oltre ad un ultimo premio pari all’1,2%, qualora i titoli non perdano più del 40% dai rispettivi strike. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike price iniziale.

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it

 

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