L'analisi delle operazioni effettuate nel 2024 attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che i pensionati hanno acquistato nel 79,1% dei casi, mentre hanno optato per l'affitto nel 20,9% dei casi. Rispetto agli anni precedenti, aumenta il divario tra acquisti e affitti; i primi non avevano mai superato il 75% sul totale delle operazioni e i secondi non erano mai scesi sotto il 24-25%.
Prendendo in considerazione solo le compravendite, i pensionati compongono una quota di mercato pari all'8% sul totale degli acquisti di abitazioni. La percentuale è in leggero calo se confrontata con lo stesso periodo del 2023, quando si attestava all'8,7%.
I pensionati che hanno comprato casa nel 2024 lo hanno fatto per viverci nel 65,7% dei casi (abitazione principale), per investimento il 22,1% e per l'acquisto della casa vacanza nel 12,2% dei casi. Sono quote molto simili a quelle registrate anche nel 2023, da segnalare solo una lieve contrazione della percentuale di acquisto di case vacanza che passa dal 13,2% al 12,2%. Si tratta comunque di una percentuale alta, considerando che fino al 2021 il mercato della casa vacanza non superava il 10%, mentre subito dopo l'arrivo del Covid il segmento delle seconde case ha preso quota attestandosi negli ultimi anni intorno al 12-13%. Sempre elevata la percentuale di acquisti per investimento, oltre il 22%, quota superata solo nel 2019 quando si attestava al 23,8%. La maggior parte delle compravendite da parte di pensionati riguarda comunque l'acquisto dell'abitazione principale.
I pensionati comprano soprattutto trilocali, che si attestano al 36,4% delle scelte. Da segnalare negli anni un progressivo aumento di interesse per le soluzioni indipendenti e semindipendenti che passano dal 12,7% del 2019 al 15,3% del 2024. Sempre più spesso, infatti, i pensionati optano per abitazioni dotate di spazi esterni. I bilocali evidenziano una quota di acquisti intorno al 28%, in leggera crescita rispetto agli anni precedenti.
La quota di pensionati che acquista accendendo un mutuo è bassa e si attesta al 9,3% sul totale delle compravendite. Si tratta comunque di una percentuale in aumento rispetto al 2023, quando si era registrato un minimo del 6,6% a causa dell'aumento dei tassi sui mutui.