Osservatorio 1/2025: riduzione di spesa pubblica, produzione industriale e occupazione

Analisi Economica Analisi Economica - 27/02/2025 16:30

Potrebbe invertirsi il trend del mercato del lavoro, con la produzione industriale in diminuzione, la disoccupazione in crescita a dicembre, il PIL che risente della fine dei bonus edilizi, del peso degli interessi passivi, della riduzione della spesa pubblica. Le incognite sul commercio estero riguardano sia l’attivo verso gli USA che il passivo verso la Cina.

Il 2024 si è concluso con alcuni cambiamenti che potranno essere meglio chiariti solo nei primi mesi del 2025. L’anno nuovo si è aperto con annunci di possibili variazioni significative nell’economia mondiale e nei rapporti commerciali che caratterizzano l’interdipendenza dei Paesi.

Il debito pubblico è temporaneamente diminuito sotto i 3.000 miliardi ma a marzo è già atteso oltre questa soglia.

La produzione industriale accelera il calo e il trend è dovuto a un processo di delocalizzazione delle produzioni industriali verso i Paesi che hanno minori costi relativi (per povertà salariale della manodopera, per ragioni di cambio), e alla sostituzione dell’industria con la produzione di Servizi.

Il mercato del lavoro ha registrato un arresto dei trend di miglioramento, che nei prossimi mesi potranno difficilmente proseguire.

Questo è l’effetto di un insieme di fattori – fra i quali spiccano possibili rimodulazioni dei rapporti commerciali con i Paesi esteri, la fine degli effetti espansivi dei bonus edilizi, la procedura di infrazione dei vincoli di bilancio europei – che non potranno indurre una politica economica espansiva.

D’altro canto, sembra conclusa la crescita dei prezzi energetici che ha scatenato quella dei prezzi al dettaglio, con le conseguenze negative vissute dai bilanci familiari; mentre la crescita dei tassi di interesse, che pur ha incrementato la spesa pubblica per questa voce, non ha minato la possibilità di una politica industriale e del mercato del lavoro che servirebbe ad agevolare le trasformazioni che stiamo vivendo, che si voglia oppure no, nella tecnologia e nella percezione della qualità della produzione e dei consumi.

I prossimi mesi chiariranno se le vie che potranno essere intraprese, saranno foriere di un miglioramento generalizzato delle attività economiche e della distribuzione dei suoi risultati.

A cura di Gabriele Serafini - analisieconomica.it

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