Come investire (protetti) sulla difesa

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 19/03/2025 12:08

Mentre in Europa prosegue spedito il piano di riarmo, gli ETF sui titoli per la difesa attraggono afflussi record. Da BNP un’idea a capitale protetto con partecipazione in leva al rialzo

Dalle parole ai fatti, in appena due settimane: al Bundestag (la camera bassa del parlamento tedesco) è stato infatti approvato con larghissima maggioranza, con 513 voti favorevoli su 733 disponibili, sufficienti per superare la soglia minima dei due terzi prescritta per le modifiche costituzionali, la norma che di fatto esclude le spese per la difesa dalle restrizioni sul deficit spending (il cosiddetto “debt break”, ossia il pareggio di bilancio). La rimozione di tali vincoli di spesa, fortemente voluta dal cancelliere in pectore Friedrich Merz, tanto da essere approvata in tempi record dal parlamento uscente, rappresenta una svolta storica per la Germania, la patria dell’ordoliberismo e dell’austerity a tutti i costi, che potrà ora contare su un bazooka fiscale potenzialmente illimitato per il riarmo in ottica anti Russia. È stato poi varato un fondo da 500 miliardi di euro per gli investimenti strategici nelle infrastrutture (sempre più vetuste e obsolete) del paese. Manca ora soltanto l’approvazione da parte dell’altra camera (la Bundesrat) prima dell’entrata in vigore definitiva, ma siamo ormai in dirittura d’arrivo: “è probabilmente il più consistente pacchetto di stimoli nella storia della nazione” ha commentato Lars Klingbeil, co-leader dei socialdemocratici e membro della prossima coalizione di governo.

Il tema del riarmo resta dunque al centro delle agende dei paesi della NATO, tra il pericolo russo ed il disimpegno americano dalla difesa europea, con le azioni più rappresentative del settore che hanno già espresso delle performance importanti negli ultimi mesi, spinte anche dagli afflussi record negli ETF sulla difesa, che secondo Bloomberg hanno attratto investimenti per $1,4 mld soltanto da inizio anno. Proprio a coloro che vogliano investire su questo tema, avendo tuttavia timore che questi titoli abbiano “corso troppo” nel breve periodo, è rivolta una delle ultime proposte a capitale protetto targata BNP Paribas. Parliamo dell’Equity Protection con codice ISIN XS2969833222, legato all’andamento del BNP Paribas Transatlantic Defense Fixed Selection 5% Vol Control ER EUR, un indice legato alle performance di dieci tra le principali società europee e statunitensi che derivano la maggior parte dei propri ricavi dalla manifattura di beni per la difesa. Le componenti dell’indice sono fisse, permanenti ed equipesate, comprendendo nel dettaglio Boeing, General Electric, Howmet Aerospace, RTX, Airbus, Safran, Thales, BAE Systems, Rolls-Royce e MTU Aero Engines, con il ribilanciamento che viene effettuato a cadenza trimestrale. Il sottostante presenta inoltre un target di volatilità annua realizzata al 5%; ciò significa che, su base giornaliera, la sua esposizione viene aggiustata tra il Bloomberg Transatlantic Defense Fixed Selection Index e i futures su bond governativi tedeschi: se il livello di volatilità realizzata del Bloomberg Transatlantic Defense Fixed Selection Index fosse più elevato del 5%, verrebbe allocata una quota crescente nei futures obbligazionari. Il portafoglio obbligazionario è composto da futures su Bund a 10 anni ma soltanto nel caso in cui il loro trend mensile fosse crescente; in caso contrario, l’allocazione obbligazionaria sarebbe totalmente spostata su futures su bond tedeschi a 2 anni. 

Il meccanismo di target volatility appena descritto limita le variazioni (positive e negative) del sottostante; a questo punto viene in soccorso dell’investitore la struttura del certificato: se da un lato è previsto un rimborso minimo a scadenza (fissata il 22 marzo 2030) del 109% del valore nominale (rimborso minimo pari a 109 euro, a meno di default dell’emittente), dall’altro le performance positive del sottostante oltre il 106% del livello di strike (fissato a 130,8902 punti indice) sono amplificate dal fattore di partecipazione up pari al 150% (per ogni punto percentuale guadagnato dal sottostante l’importo di rimborso cresce dell’1,5%). Il certificato è già acquistabile sul segmento Cert-X di Borsa Italiana ad un prezzo leggermente superiore rispetto al valore nominale.

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it

 

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