Il 25 aprile, Festa della Liberazione, è riconosciuto come un giorno festivo in Italia e ha un impatto diretto sulla busta paga dei lavoratori. La modalità di retribuzione dipende dal fatto che il dipendente lavori o meno durante questa giornata. Per chi non presta servizio, la festività viene comunque pagata, mentre chi lavora ha diritto a una maggiorazione dello stipendio in base al contratto collettivo nazionale di riferimento.
Scopriamo nel dettaglio come viene calcolata la retribuzione per il 25 aprile, quali sono le maggiorazioni previste e cosa succede nei vari contratti di lavoro.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Italo Cammino su come cambiano gli stipendi con la manovra 2025.
Festività del 25 aprile in busta paga, come viene retribuita sullo stipendio
La retribuzione del 25 aprile varia in base alla situazione lavorativa del dipendente. Esistono due casi principali:
- Dipendenti che non lavorano il 25 aprile: la giornata è considerata festiva e viene regolarmente pagata, quindi lo stipendio non subirà variazioni negative nonostante un giorno lavorativo in meno.
- Dipendenti che lavorano il 25 aprile: hanno diritto a una maggiorazione dello stipendio, in quanto la festività è retribuita con un compenso superiore rispetto a una giornata lavorativa normale. L’importo della maggiorazione varia in base al contratto collettivo applicato e può dipendere dal fatto che il lavoro festivo venga o meno compensato con un giorno di riposo aggiuntivo.
Per esempio, se il dipendente lavora il 25 aprile ma recupera il riposo il 26 aprile, la festività sarà comunque maggiorata, ma il numero totale di giornate lavorate nel mese resterà invariato. Se invece il dipendente lavora senza recuperare un giorno di riposo, avrà una giornata lavorativa in più retribuita con una maggiorazione.
Maggiorazione dello stipendio per il 25 aprile: quanto si guadagna in più?
La maggiorazione per chi lavora il 25 aprile dipende dal settore di appartenenza e dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) applicato. Alcuni esempi indicativi:
- Settore Commercio: maggiorazione del 30% sulla retribuzione oraria
- Metalmeccanici: maggiorazione del 50% sulla retribuzione giornaliera
- Dipendenti pubblici: maggiorazione del 30% sulla retribuzione oraria
In alcuni casi, la festività lavorata può essere compensata con un giorno di riposo aggiuntivo. Tuttavia, anche in questo caso, la maggiorazione si applica comunque sulla giornata festiva lavorata.
Se il lavoratore lavora il 25 aprile e recupera il riposo il 26 aprile, riceverà comunque il compenso maggiorato per la giornata di festività.
Se invece lavora il 25 aprile senza alcun riposo compensativo, riceverà una giornata di lavoro in più con l'aumento previsto dal CCNL di riferimento.
Le festività riconosciute in busta paga nel 2025
Il 25 aprile è solo una delle festività nazionali riconosciute dalla legge e regolarmente retribuite. Nel 2025, le festività in busta paga saranno:
- 1° gennaio – Capodanno
- 6 gennaio – Epifania
- 25 aprile – Festa della Liberazione
- 1° maggio – Festa dei Lavoratori
- 2 giugno – Festa della Repubblica
- 15 agosto – Ferragosto
- 1° novembre – Ognissanti
- 8 dicembre – Immacolata Concezione
- 25 dicembre – Natale
- 26 dicembre – Santo Stefano
- Santo Patrono della città di lavoro
- Lunedì dell’Angelo – Pasquetta
Queste festività sono considerate giorni non lavorativi, ma la retribuzione è garantita. Per chi lavora, si applicano maggiorazioni variabili in base al CCNL.
Infine, ci sono le festività soppresse, come San Giuseppe (19 marzo), Ascensione, Corpus Domini e San Pietro e Paolo (29 giugno). Per queste giornate, i contratti collettivi prevedono generalmente permessi retribuiti per un totale di 32 ore annue.