Angelini (BdI): transizione ambientale, le sfide di autorità e intermediari finanziari

02/04/2025 17:43

Angelini (BdI): transizione ambientale, le sfide di autorità e intermediari finanziari

Nell'intervento introduttivo al convegno "La sostenibilità nell?industria finanziaria: vecchi modelli per nuovi scenari?", il Vice Direttore Generale della Banca d?Italia Paolo Angelini ha delineato la situazione relativa tema della transizione ambientale da parte degli investitori e dei gestori del risparmio.

Gli interrogativi si pongono alla luce dello scenario di frammentazione geopolitica globale e degli orientamenti dalla nuova amministrazione USA in materia di clima. Questi elementi: mettono in dubbio la volontà dei Paesi avanzati di sostenere finanziariamente quelli in via di sviluppo nella transizione; spingono le imprese a rivedere i budget programmati per la transizione; fanno vacillare la traiettoria dell'Unione Europea, tra le giurisdizioni più attive nel promuovere la transizione ambientale.

L'attività delle banche centrali e delle autorità di vigilanza, ma anche quella degli intermediari finanziari non dovrebbe subire significativi cambiamenti riguardo il perseguimento degli obiettivi del miglioramento della capacità degli operatori finanziari di gestire i rischi climatici; dello sviluppo di modelli per l?analisi degli impatti sui prezzi delle materie prime e quindi su crescita e inflazione; di ridurre e, in prospettiva, azzerare le emissioni nette delle operazioni aziendali della banca centrale.

Le cose cambiano quando si affronta il rischio di transizione e le attività e le imprese collegate alle fonti fossili. Importanti giurisdizioni potrebbero rallentare o fermare gli sforzi in materia di transizione favorendo i comportamenti opportunistici da parte dei singoli Stati, mettendo in forse l'abbandono (disordinato o meno) delle fonti fossili. Inoltre le imprese "verdi" e i loro finanziatori potrebbero essere destabilizzati da una serie di reazioni avverse e dalla selezione naturale delle tecnologie tipica delle grandi transizioni tecnologiche.

In conclusione per Angelini: la transizione non si arresterà ma subirà ritardi significativi; l'Unione Europea dovrebbe evitare il rischio di correzioni di rotta eccessive; i gestori del risparmio gestito potrebbero svolgere un ruolo importante nel far crescere la comprensione della clientela dei fenomeni e degli obiettivi degli investimenti sostenibili (in sintesi: accettare rendimenti più bassi); gli stessi i gestori potrebbero farsi promotori di misure di agevolazione per gli investimenti per l?efficienza energetica di immobili e processi produttivi e per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

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