Alberto Genovese: tra unicorni digitali e responsabilità giudiziarie

Redazione Traderlink Redazione Traderlink - 03/04/2025 10:58

Alberto Genovese: tra unicorni digitali e responsabilità giudiziarie

Il nome di Alberto Genovese continua a rappresentare un caso emblematico dell’imprenditoria italiana degli ultimi vent’anni. Figura centrale nell’ecosistema delle startup digitali, Genovese è stato capace di trasformare due progetti – Facile.it e Prima Assicurazioni – in autentici unicorni italiani, contribuendo alla modernizzazione di interi settori come quello assicurativo e finanziario.

Le origini e la scalata imprenditoriale

Nato a Napoli nel 1977, Genovese ha costruito un profilo accademico solido tra l’Università Bocconi, Insead e la Harvard Business School. Dopo esperienze in multinazionali come Goldman Sachs, McKinsey ed eBay, ha fondato Facile.it nel 2008: una piattaforma che ha rivoluzionato il modo in cui gli italiani comparano servizi finanziari. Sei anni dopo, la cessione al fondo Oakley Capital ha segnato il primo grande successo economico.

Subito dopo, Genovese ha lanciato Prima Assicurazioni, digitalizzando il mercato assicurativo con un modello scalabile e tech-driven. In soli tre anni, l’azienda ha superato i 3 milioni di clienti.

Il ritiro dalla scena pubblica 

Dopo una fase di brillanti successi in campo professionale, Alberto Genovese entra nel tunnel delle sostanze stupefacenti. A partire dal 2016 l’uso di sostanze stupefacenti, i festini privati nella cosiddetta “Terrazza Sentimento” e le accuse di violenza sessuale hanno spostato l’attenzione dai suoi risultati imprenditoriali alle aule giudiziarie. Il primo arresto risale al 2020. Le indagini hanno portato a una condanna iniziale a 6 anni e 11 mesi.

Durante la detenzione e il percorso di recupero, Genovese ha iniziato una fase di rieducazione nella comunità terapeutica Crest, collaborando con associazioni per il supporto alle vittime di violenza e partecipando ad attività di volontariato presso il Comune di Milano.

La ridefinizione del proprio ruolo

Come riportato da Truenumbers, l’ex imprenditore ha compiuto anche gesti concreti di responsabilità sociale: dalla creazione della Fondazione Franco Latanza con la sorella, al risarcimento alle vittime, fino all’assunzione del ruolo di responsabile accoglienza nella comunità Crest. Tutte iniziative documentate, prive di ostentazione pubblica.

Nel luglio 2024 è arrivata anche un’assoluzione in uno dei procedimenti a suo carico: il giudice ha stabilito che la donna coinvolta aveva prestato pieno consenso e che l’obiettivo della denuncia fosse ottenere denaro tramite un’esposizione mediatica strumentale. Contestualmente, è stata disposta un’indagine per calunnia contro la denunciante.

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